Leonardo Nobili, memorie underground

di Elisabetta Marsigli
La poetica della sperimentazione
È dagli anni Settanta che Leonardo Nobili si dedica all’arte. Artista sperimentale, ha da sempre attraversato diversi linguaggi: dalla pittura alla scultura, dall’installazione alla fotografia, alla performance, fino alla videoarte. Le sue opere hanno destato attenzione in tutta Italia e all’estero, dove Nobili ha potuto esprimere le sue visioni artistiche. “Vivo e lavoro a Montelabbate, un piccolo paese tra Pesaro e Urbino, due città che mi hanno dato tanto. Ho dedicato la mia vita all’arte, alla sperimentazione. Mi nutro visivamente dei luoghi della mia terra, intrecciando allo studio della natura, quello dei paesaggi più underground e costruisco lavori in cui la dimensione interiore si combina a quella del vissuto quotidiano,” racconta. 

I viaggi di Leonardo Nobili all’estero sono iniziati negli anni Novanta, con incontri importanti tra Parigi, Monaco e New York, dove ha colto l’ispirazione per una delle sue prime performance.

“In una galleria di New York ho frantumato con un’ascia alcune opere d’arte, realizzate in occasione di una mostra. Poi la stessa performance l’ho ripetuta in un contesto diverso in Italia, nelle colline del Montefeltro, realizzando anche un video dal titolo Rigetto d’artista. Lo scopo era quello di scuotere l’equilibrio di uno stato d’animo.” 

Quando l’arte entra nella propria vita e viceversa? “Indubbiamente quando si è posseduti d’arte il viaggio diventa inevitabile,” spiega Leonardo Nobili. “L’importante è essere coerenti con il linguaggio che si adopera. L’arte è idea, non c’è arte senza idea. Ricordo negli anni Novanta, quando lavoravo a New York, si parlava molto della Pop Art basata sul consumismo. E del sistema dell’individualismo. Vedi Andy Warhol e altri.

Io ho preferito ritornare alle origini, uscire dalla gabbia, forse il Rinascimento italiano è stato un riferimento. Lo scopo specifico nell’operare, nel mio caso, è sperimentare, esplorare, con diversi linguaggi artistici. Dalla pittura alla scultura, dall’installazione alla fotografia, dalla performance fino alla video d’arte.

Al Mart, Museo d’arte moderna e contemporanea di Rovereto, nel 2021, ho interpretato La Primavera di Botticelli in La primavera amara di Nobili. Una performance dove ho inserito varie discipline artistiche tra performer e danza contemporanea, guidati dal coreografo Michele Giovanelli. Questi mezzi d’espressione simili, ma diversi tra loro, si fondono nella mia poetica.”

Nel 2009, il Comune di Montelabbate gli ha dedicato uno spazio permanente nello storico Palazzo del Comune restaurato e riportato ai massimi splendori. “Al suo interno ho donato diverse mie opere, dal 1980 al 2009, ed è nato Spazio Nobili. La creazione di questo spazio museale, centro per l’arte contemporanea, è diventato negli anni un punto di partenza per tante iniziative culturali. Come mostre d’arte, workshop, reading di poesie, conferenze.

E anche in occasione di Pesaro Capitale Italiana della Cultura 2024, a Montelabbate, nel mese di agosto abbiamo realizzato un grande evento. Spero di poter proseguire su questa strada anche con la nuova amministrazione, per continuare a dare voce all’arte, in tutte le sue forme e realizzare ancora nuovi progetti.”

Tra le tante sue opere che si possono ammirare nella nostra provincia, c’è La Porta del Tempo (1996) collocata nella rotonda all’entrata del paese di Montelabbate, Metropolitan Totem (1996) e Moon (2001), nella città di Pesaro. Su quest’ultima sono in corso i lavori di rivisitazione per riportarla al colore originale.

Pubblicato su Pesaro IN Magazine 02/24, chiuso per la stampa il 29/11/2024

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