Oggi conta circa 200 soci, volontari e sostenitori, che collaborano per dare continuità a questa missione. La principale attività dell’associazione è quella di promuovere i beni confiscati alla criminalità organizzata, contribuendo a far conoscere e commercializzare i prodotti realizzati dalle cooperative sociali che operano in questo ambito.
“La nostra missione è chiara: contrastare le mafie attraverso il consumo critico,” afferma Giuseppe Arca, uno degli ideatori del progetto. “Vogliamo contribuire a far conoscere le storie di chi cerca di trasformare i beni confiscati da simboli di oppressione a opportunità di sviluppo e rinascita.”
Le cooperative sociali con cui Terreaudaci collabora svolgono un ruolo cruciale nel contrastare la criminalità. Queste realtà, che valorizzano i beni confiscati, combattono pratiche come il caporalato e il pizzo. E favoriscono l’inserimento lavorativo di persone in condizioni di marginalità, come migranti ed ex detenuti. “Le cooperative sono esempi virtuosi in territori dove la criminalità è tuttora pervasiva,” sottolinea Arca.
“Lavoriamo solo con realtà ben radicate nel mondo dell’antimafia, in grado di garantire prodotti di qualità,” spiega Marco Marfisi. Questa rete di collaborazione ha portato a risultati tangibili, come l’assunzione di nuovi lavoratori nelle cooperative creando nuovi posti di lavoro. Tuttavia, il cammino di TerreAudaci non è privo di sfide. Nonostante il negozio di Ravenna sia stato il primo aperto, molti cittadini ancora non lo conoscono.
“La nostra sfida è diffondere il progetto e i suoi valori,” afferma Arca. Grazie al lavoro instancabile dei volontari, che distribuiscono volantini e curano i social media, l’associazione sta cercando di aumentare la propria visibilità. E coinvolgere sempre più persone. “I prodotti che distribuiamo sono principalmente alimentari confezionati di ogni tipo: paste, vini, sughi pronti, legumi, olii, confetture, prodotti essiccati, passate di pomodoro, patè di varie tipologie, prodotti da forno, dolci.
Si tratta soprattutto di prodotti artigianali e biologici che vengono realizzati dalle numerose cooperative con cui siamo in contatto, generalmente su terreni confiscati alla criminalità organizzata. In alcuni casi il prodotto realizzato (grano, uva, legumi, ecc) viene conferito a un laboratorio terzo per la trasformazione.”
Ogni prodotto racconta una storia di riscatto e legalità. Inoltre, nei punti vendita si possono trovare anche libri e pubblicazioni sulla storia delle mafie e dell’antimafia, un modo per educare e sensibilizzare la comunità.
Un aspetto fondamentale è infatti il ruolo della cultura e dell’educazione nella lotta alla criminalità organizzata: si sta lavorando alla raccolta di circa 400 volumi sulla mafia e sull’antimafia, con l’obiettivo di creare una biblioteca accessibile. “L’educazione è la chiave per costruire un futuro migliore e per rompere il ciclo della violenza.”
TerreAudaci aderisce a Libera e partecipa alla vita associativa; nei punti vendita è possibile effettuare il tesseramento annuale all’associazione di Don Ciotti. Ma quali sono i progetti futuri e come sperano di espandere il loro impatto sul territorio e oltre?
“Dopo l’esperienza positiva di Faenza,” aggiunge Marfisi, “dove all’interno di un rinomato negozio biologico (Buono&Bio) abbiamo inserito un espositore dedicato ai prodotti di TerreAudaci, abbiamo in animo di replicare la stessa esperienza in altre città.
Ci auguriamo infatti che sempre più operatori del settore food e gourmet scelgano di unirsi a questa missione, inserendo un corner TerreAudaci nei loro punti vendita. Ogni corner diventa un baluardo contro le mafie. E un simbolo di sostegno per chi lavora ogni giorno per costruire un futuro migliore, unendo gusto, qualità ed etica in un messaggio potente e concreto.”